Lo aspettavamo. Lo aspettava con ansia anche lui questo giorno. Perché quando sei bambino ti riesce tutto così facilmente. Assapori tutte le sensazioni, ma ti scivolano via, perché per te é tutto troppo facile. Nessun problema, nessun dubbio. Giochi, vinci. Punto. E così, quasi per gioco, quasi come un gioco, conquisti il primo Wimbledon. Lo conquisti come un bambino. Con quelle lacrime di gioia, quel nodo in gola che ti rimane li e si trasforma in urlo. Lo vivi con quei occhi innocenti di chi è felice e senza pensieri. Lo vinci perché sei il migliore, ma per te quel momento è bello perché è l’avverarsi di un sogno. Poi gli altri scrivano e pensino quello che vogliono. Gli altri piangano con te, ricordando per un momento quanto è bello essere semplicemente bambini.
Poi arriva quel periodo più brutto. Quello dell’adolescenza. Lì tutto sembra più difficile. Il mondo parla, tu sei li e tutto non è più semplice come prima. Tu continui a divertirti ma attorno tutto sembra cambiato. Tutto non è più così semplice e non sei più così spensierato come prima. Eppure tutti ti amano. Il mondo è con te. Perché il talento e la magia valgono di più di qualsiasi vittoria. Non c’è Nadal o Djokovic che tenga. Il cuore dei tifosi batte solo per te. Perché quel bambino è cresciuto, ma il suo tocco rimane candido, la sua classe pura, il suo scopo quello di giocare a tennis perché è un gioco. E tu, ti diverti, nonostante tutto. Noi, un po’ meno. Perché ci manca quell’illusione, ci manca il tuo portarci in un altro mondo, perché quando lo fai, beh, è fantastico!
Oggi ,Roger. Sei diventato adulto. Sono 18. Finalmente!
Oggi i dubbi, le incertezze, le gioie e i dolori dell’adolescenza hanno lasciato spazio alla consapevolezza. Oggi Roger sei diventato completo. Oggi non doveva finire pari, perché il festeggiato poteva solo essere uno. 18, e un benvenuto nel mondo degli adulti. Un mondo dove si sogna un po’ meno. Dove l’illusione lascia spazio alla realtà. Dove i meriti non vengono sempre riconosciuti, ma l’importante è stare bene con sé stessi. Un mondo dove servono le persone come te, per farci rendere conto che non bisogna mollare, che se credi in qualcosa puoi raggiungerlo, che se da bambino era tutto semplice, ora devi metterci tutto te stesso, ma se lo fai, forse, avrai successo! Un mondo che ha bisogno di chi come te, ci riporta un po’ indietro, nella spensieratezza e innocenza, aprendo di nuovo quel cassetto pieno di sogni.
Caro Roger, tanti auguri per i tuoi 18! Finalmente ce l’hai fatta! Ora sei veramente nel mondo dei grandi! Ma ricordati, che tutti i grandi sono stati una volta bambini.
@ gennaio 2017
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